Professione Web Designer

Professione Web Designer

Quando dieci anni fa smanettavo con l’HTML e il CSS cercando di personalizzare alla meno peggio qualche template, mai avrei pensato che quello sarebbe diventato il mio lavoro.

Per la verità, non pensavo nemmeno che potesse essere un vero lavoro: non era noioso, al contrario era divertente e soddisfacente e poi non era così difficile capire come funzionavano le cose. Non poteva davvero essere una di quelle cose per cui ti svegli la mattina e pensi “Che palle, domani è lunedì!”

Invece eccomi qua, Web Designer in una piccola agenzia di grafica e comunicazione, insieme ad altre dieci persone come me appassionate del proprio lavoro, giovani, dinamiche e ambiziose. Ma soprattutto pignole.

Si, perché nel nostro lavoro non esiste il “Faccio le cose a caso”, siamo tutti un po’ autistici e se una cosa non va, non va. Quel codice è sporco? Si pulisce! Quella scritta è decentrata? Che fastidio, rimettila dov’era!

Che poi, neanche sapevo cosa fosse il Web Designer.  L’ho scoperto pochi anni fa grazie a un test attitudinale che feci durante il mio anno di Servizio Civile nell’ufficio Politiche Giovanili: rispondi a 500 domande e ti diremo chi sei.

Quando lessi il risultato mi si aprì un mondo: allora posso davvero fare questo nella mia vita! Al diavolo l’Università di Lingue, che tanto lo so che non andrò mai all’estero a lavorare per i turisti. In un anno o poco più, ero già tirocinante e lavoravo nell’agenzia in cui lavoro adesso – solo che prima eravamo solo in tre: io e i capi.

La Capa, dopo tre anni, fa ancora fatica a capire qual è la mia specializzazione e mi chiama “sviluppatrice” – con annessi insulti dei maschi sviluppatori medi che si sentono minacciati dalle donne smanettone. Prima o poi riuscirò a farglielo capire, magari le regalo un libro (o un dizionario), se non altro avrebbe qualcosa da fare alle 4 di notte che non implichi scrivere su Whatsapp il piano lavori del giorno dopo.

Ma questo è un rischio del mestiere: se il sito va giù, va sistemato. Se quella parola è scritta male, va corretta. Altrimenti il Sig. Google come fa a leggerla?

In questo diario di bordo, racconterò la mia esperienza di tutti i giorni con codici di markup, clienti, formazione e studi di settore, per farti conoscere il vero mondo del web: scoprirai quanto lavoro ci sia dietro un semplice sito web e quanto sia complicato, a volte, rispettare le esigenze di tutti per riuscire a dare il massimo.

E se come me anche tu sei uno smanettone, sarò felice se vorrai condividere con me la tua esperienza: d’altro canto si sa, noi Web Designer siamo creature un po’ solitarie, ma parlare delle nostre cose ci piace un sacco! 😛

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