#TheMarketOfIdeas e #CoglioneNo. Ovvero: anche i creativi, nel loro piccolo, s’incazzano.

#TheMarketOfIdeas e #CoglioneNo. Ovvero: anche i creativi, nel loro piccolo, s’incazzano.

Immaginate per un attimo di andare in edicola, portare a casa qualche rivista per leggerla con calma e, solo se siete soddisfatti, tornare al negozio e pagarla.
Oppure, immaginate di andare al supermercato, portare a casa la spesa e tornare qualche giorno dopo per saldare il debito, ma solo se quello che avete comprato vi è piaciuto.
O magari potreste andare a fare un giro di aperitivi e pagare solo quello che vi è piaciuto di più.

Sembra quasi una barzelletta, vero?

Purtroppo non lo è.

È quello che succede quotidianamente ai nuovi professionisti, i creativi, “quelli che lavorano con il computer”: Web e Graphic Designer, Web Developer, Content e Social Media Manager il cui lavoro viene spesso sottovalutato e considerato alla stregua di un passatempo, un hobby del quale approfittare all’occasione.

Da che mondo è mondo, qualsiasi servizio o prodotto possiede un valore (e quindi un costo) che va in qualche modo riconosciuto.

Ma allora, perché gran parte dei creativi fanno così fatica a farsi pagare in anticipo o, peggio, a percepire un compenso?

Personalmente, credo che il motivo principale sia il fatto che le persone non comprendono a fondo il valore di ciò che viene prodotto: che sia un sito web, un biglietto da visita o una campagna pay-per-click poco importa, ciò che importa è che c’è sempre qualcuno che può farlo meglio e a metà prezzo.

Già, perché il problema è sempre quello: perché pagare un professionista quando c’è mio nipote che me lo fa gratis?!

Ogni volta che un potenziale cliente dice così, nel mondo un Web Designer muore.
Succede anche quando il cliente invia un logo in formato Word, ma più frequentemente per questo.

Il vero problema è che la maggior parte delle persone non capisce che queste nuove figure professionali sono anche professioniste e qualificate, né più né meno come il commercialista, l’ingegnera o il farmacista.
Che hanno studiato anni per imparare un mestiere e che si tengono costantemente aggiornate per rimanere al passo coi tempi ed offrire sempre il massimo ai propri clienti.

E che tutti i giorni fanno i conti con chi si approfitta del loro lavoro, giocando al ribasso e promettendo compensi minimi o inesistenti in cambio di visibilità.

Questo gioco al ribasso è diventato ormai una moda, tanto da essere adottato anche dalle Pubbliche Amministrazioni mediante la formula del bando di selezione: “inviaci la tua idea, se sarà valida potrai vincere un sacco di cose fighe”.

Ciò che non è chiaro è il fatto che l’idea di per sé implica ore di studio, progettazione e lavoro che nel migliore dei casi andranno perse.
Nel peggiore dei casi, invece, verranno riciclate, rielaborate e riutilizzate in futuro senza che l’autore ne sia minimamente a conoscenza.

Stop the On Spec Projects

Nasce da qui l’idea dell’agenzia di comunicazione Fasten Seat Belt, con sede a Milano, di una campagna per contrastare il fenomeno dei progetti on speculation, una vera e propria denuncia sociale per la rivendicazione delle nuove professioni e dei professionisti del domani.

Il video che accompagna la campagna è davvero ben fatto e centra un punto importante:

le Agenzie di Comunicazione sono come un mercato di idee, se vuoi le nostre idee devi essere disposto a pagarle. Preferibilmente in anticipo.

 

#CoglioneNo

Ma Fasten Seat Belt non è la prima agenzia che realizza una campagna di questo tipo: già nel 2014, infatti, l’agenzia Zero – Pirate Filmmakers aveva lanciato l’hashtag #CoglioneNo, una divertente campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi.

Questa volta a fare le veci del povero creativo troviamo un idraulico, un antennista e un giardiniere alle prese con tre clienti decisamente pretenziosi.

Perché noi ci scherziamo, ma questi sono problemi seri.

 
E a te, è mai capitato di imbatterti in un cliente con braccia corte e nipote sottopagato?
Se ti va, lascia un commento e condividi la tua esperienza di professionista 3.0!
 

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